2005 Officina Architettura

“Palermo – Al Porto l’Officina di Architettura”

Un articolo del quotidiano “La Sicilia” sull’Officina, pubblicato il 9 giugno 2005
 

Occorrono nuove idee e progetti per cambiare il volto del porto di Palermo. Così, è nata l’Officina di Architettura, un sito dove reinstaurare un rapporto, al momento interrotto, tra porto e città.

Ieri la prima riunione del Comitato Scientifico, presieduto da Nino Bevilacqua, che annovera componenti illustri come il sociologo del territorio, Aldo Bonomi, gli architetti Fulvio Irace, Dominique Perrault, Flavio Albanese, Massimiliano Fuksas e l’esperto di comunicazione Davide Rampello. A queste risorse umane si aggiunge la collaborazione del designer Peter Vetter e dell’architetto Roberto Priori. Ai lavori ha partecipato anche Claudio Artusi, managing director di Sviluppo Sistema Fiera di Milano.

Il dibattito sulle problematiche portuali è stato vivace e si è parlato anche di nuova segnaletica che deve dare soprattutto messaggi freschi e forti. Inoltre, occorre introdurre un linguaggio visivo. Sono previsti cartelli diversi per dare informazioni a chi approda dal mare e a chi arriva dalla città.

Palermo cresce e con la sua identità di metropoli aperta sul mare ritrova la voglia di comunicare. Il presidente Nino Bevilacqua afferma: «L’Officina Architettura deve diventare nino-bevilacqua[1]il nuovo simbolo del porto, un luogo dove lavorare e produrre progetti. Il Master Plan si pone l’obiettivo di sviluppare tre differenti tematiche che sono: l’Identificazione, l’Orientamento, l’Economia. Dunque, un’operazione di riqualificazione integrale della comunicazione, del designer e dell’arredo urbano. Visto da una prospettiva economica, il porto rappresenta un’istituzione rilevante che può e deve essere sviluppata. Si tratta di evidenziare le sue potenzialità, che in gran parte oggi non sono evidenti».

Davide Rampello sostiene che la comunicazione è uno strumento efficace. Secondo lui, l’aver deciso un percorso è già comunicazione, ideazione.

Claudio Artusi ha parlato delle case history della trasformazione del Sistema fieristico milanese: prospettive di un modello innovativo e la sua applicazione in una realtà portuale. E sull’ultima relazione Domenique Perrault non appare molto convinto, facendo intuire che le due entità sono diverse. Come dire che la fiera di Milano è spostabile ma il porto di Palermo assolutamente no. Dice: «La mia funzione all’interno del comitato è quella di un uomo libero. Dopo aver ascoltato le diverse relazioni di economisti, sociologi, architetti, mi sento di osservare che si sta facendo molta teoria. L’Officina che abbiamo inaugurato questa mattina (ieri per chi legge, ndr) credo che debba essere un vero cantiere che possa valorizzare al massimo le risorse del mare.officina[1]

Poi, bisogna avere un accesso libero alla costa e non chiuso com’è oggi. Ciò per rendere Palermo più aperta. Il porto è una ricchezza che, così sfruttata, consentirebbe un maggiore sviluppo economico e culturale». Il sindaco Diego Cammarata ha ascoltato con attenzione l’intervento dell’architetto francese. Dice: «Abbiamo un mare da valorizzare ed occorre utilizzare meglio le risorse. Il porto deve assumere un ruolo importante nella vita della città. E spero che questa non sia utopia, così come ha ritenuto Perrault in più occasioni del suo discorso. Ho un grande desiderio: quello di scendere dalla via Emerico Amari e vedere il mare».

Nel nome Palermo c’è ancora il suo destino e la sua contraddizione. «Tutto porto» secondo i greci. Città di mare per i romani, gli arabi, i normanni. A dar retta agli studiosi Palermo è incrocio di culture tradita dalla sua stessa gente. Poi, negli anni Quaranta il mare è stato fisicamente distanziato dalla passeggiata in cui si allineavano mura e palazzi della fastosa architettura del Sei e Settecento: delle macerie della guerra s’era fatto un terrapieno e quella spianata era diventata un immondezzaio. Adesso idee e progetti saranno sviluppati all’interno dell’Officina di Architettura, affidata a Flavio Albanese, che sarà collaborato da giovani professionisti. Si tratta di un vecchio capannone che presto sarà ristrutturato con i 100 mila euro messi a disposizione da alcuni sponsor privati.

“Palermo – Porto In the Workshop of Architecture”

An article in the newspaper “La Sicilia” sull’Officina, published June 9, 2005
 
New ideas and projects to change the face of the port of Palermo. So, did the Workshop of Architecture, a place to reinstate a relationship, when interrupted, between the port and city.

Yesterday the first meeting of the Scientific Committee, chaired by Nino Bevilacqua, which includes components such as the distinguished sociologist of the territory, Aldo Bonomi, architects Fulvio Irace, Dominique Perrault, Flavio Albanian, Massimiliano Fuksas and communications expert David Rampello. These human resources plus the collaboration of the designer and architect Peter Vetter Roberto Priori. The work was also attended by Claudio Artusi, managing director of “Sviluppo Sistema Fiera di Milano”.

The debate on port issues was lively and there was also talk of new signs that should give especially messages fresh and strong. In addition, it is necessary to introduce a visual language. There will be several signs to give information to those who arrived from the sea and those coming from the city.

Palermo grows and its identity metropolis open sea finds the desire to communicate. President Nino Bevilacqua says: “The Architecture Workshop has become nino-bevilacqua [1] the new symbol of the port, a place to work and produce projects. The Master Plan aims to develop three different themes are: Identification, Orientation, Economics. Therefore, an operation of redevelopment of the Communication, the designer and urban. Seen from an economic perspective, the port is important that an institution can and must be developed. It is to highlight its potential, much of which today are not obvious. “

Davide Rampello argues that communication is an effective tool. According to him, deciding a route is already communication, ideation.

Claudio Artusi spoke about the case history of the transformation of the Milan fair system, the prospects of an innovative model and its application in a world port. And last report Dominique Perrault is not very convinced, hinting that the two entities are different. To say that the Milan fair can be moved but the port of Palermo absolutely not. He says: “My function within the committee is that of a free man. After listening to the various reports of economists, sociologists, architects, I would observe that it is doing a lot of theory. The workshop that we have inaugurated this morning (yesterday for the reader, ed) I think it must be a real construction site that can make the most of the resources of mare.officina [1]

Then, you have to have complete access to the coast and not closed as it is today. This will make for more open Palermo. The port is an asset that, well exploited, would allow greater economic and cultural development. ” Mayor Diego Cammarata has listened carefully to the intervention of the French. He says: “We have a sea to be exploited and must make better use of resources. The port must play an important role in city life. And I hope that this is not utopia, just as it has on several occasions considered Perrault of his speech. I have a great desire to get off the street Emeric Amari and see the sea. “

In the name Palermo is still his destiny and his contradiction. “All Port” according to the Greeks. Seaside town for the Romans, the Arabs, the Normans. To not listen to scholars Palermo is a crossroads of cultures betrayed by his own people. Then, in the forties the sea was physically distanced from the promenade where they lined the walls and buildings of the magnificent architecture of the seventeenth and eighteenth centuries: the ruins of war had become an embankment and the esplanade had become a dump. Now ideas and projects will be developed within the Workshop of Architecture, headed by Flavio Albanian, who will be partnered by young professionals. It is an old warehouse that will soon be renovated with € 100,000 provided by some private sponsors.

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